lunedì 22 ottobre 2012

Gratitudine gratuita


Una sera di novembre, ore 20.30, sulla metro di ritorno da lavoro. Fuori, la pioggia noiosa e persistente di inizio inverno, che non è neanche un bel temporale con fulmini e acqua a ondate ma solo il sintomo evidente di una emozione negativa. Il meteo come esternalizzazione dei miei sentimenti. 

Il cielo ormai buio notte, la metro umida, intorno solo facce abbacchiate.
L'emozione: che schifo...miiiii che tristezza.
Poi mi è venuto in mente che mio nonno andava a Milano a lavorare in bici. E quindi si prendeva nebbia, pioggia, vento...tutto.
E sono stato improvvisamente grato per l'esistenza della metropolitana.
E' bastato questo per cambiare la mia emozione interna, il riconoscere un fatto che fino a quel momento non avevo visto.
Nella stessa identica situazione, mio nonno pedalava sotto la pioggia e io stavo a leggere un libro all'asciutto.

Ma allora perché ci concentriamo sulle cose negative?

E'un istinto evolutivo che ci porta a fare attenzione alle cose negative, per risolverle. Nella preistoria, se ti fermavi a contemplare felice il lato positivo di qualcosa (ad esempio l'aver abbattuto un cervo a sassate) potevi finire sbranato da un velociraptor.
Quindi: attenzione massima al problema da risolvere (devo portare velocemente a spalla il cervo fino alla grotta). E salvavi la pellaccia.

Ma diciamoci la verità, di velociraptor ultimamente ne ho visti pochi in giro. Possiamo smetterla quindi di guardare le cose negative? No, il punto non è questo.
Il punto è essere capaci di vedere anche il positivo - che c'è sempre - nelle situazioni che viviamo.

In poche parole, scegliere di essere felici. Perchè - fidatevi - la felicità non è una cosa che succede.
La felicità bisogna volerla, cercarla, trovarla.
Ogni maledetto giorno.

La felicità non viene dalle cose che ci succedono, ma dal modo in cui le viviamo.
Lo diceva anche Shakespeare: "There is nothing good or bad, but thinking makes it so".

Fate questo esperimento. Ogni sera, trovate tre cose per cui ringraziare.
Cose di qualsiasi tipo, dal sorriso di una persona al fatto di respirare, dal fatto che esista la Nutella alla sensazione che provate quando correte. Qualsiasi cosa. Fate attenzione ai particolari, alle emozioni, alle sensazioni  fisiche con cui reagisce il vostro corpo.
E' un allenamento, col tempo vedrete positivamente anche la convivenza con vostra suocera.

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