mercoledì 24 ottobre 2012

La mancanza di libertà che rende felici

La libertà è una cosa fantastica, cui nessuno vorrebbe mai rinunciare.

Eppure esistono numerosi esperimenti di psicologia operativa che dimostrano come aumentare (troppo) le possibilità di scelta porti in realtà ad una diminuzione della felicità.

Perché poter scegliere una sola cosa tra una molteplicità di offerte ci rende paradossalmente più tristi?

1) scegliendone una il mio cervello in realtà sente che sta rinunciando a tutte le altre possibilità. Quindi una perdita multipla a fronte di un guadagno singolo.

2) una volta fatta una scelta, sicuramente mi chiederò se sia stata la scelta giusta. Magari l'altra bici non si sarebbe rotta alla prima salita, o quella TV al plasma mi avrebbe dato più soddisfazioni di quella ai LED, o invece di sposare mia moglie avrei fatto meglio a. (punto, finita la frase).

3) se le opzioni sono troppe, il nostro cervello semplicemente non ce la fa, entra in stress e si scalda come un microonde. Il nostro cervello è primitivo, fatto per scegliere tra cacciare o dormire, mica per valutare se 1 milione di megapixel sono confrontabili ad una frequenza di 100Mhz.

4) per scegliere ci vuole tempo

Se invece non ho più opzioni e prendo l'unica cosa che posso prendere:

1) non sto rinunciando a niente altro.

2) non posso avere rimpianti, dato che non ci sono alternative.

3) non faccio fatica a scegliere.

4) non perdo tempo

Ovviamente questo confronto (da tantissima scelta a zero scelta) è una forzatura, come al solito l'ottimo sta nel mezzo, ovvero nell'avere una gamma di scelta ragionevole, nel cercare di fare una scelta 'soddisfacente' anziché obbligarsi a cercale la scelta 'ottima', che forse non esiste neanche e che quasi sicuramente ci farà venire mal di testa.


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