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giovedì 18 ottobre 2012

Amore vs approvazione


I genitori dovrebbero dare un amore totalmente incondizionato ai figli.

Peccato che questo non sia possibile, fosse anche solo per il fatto che i figli “a volte” vanno educati e che quindi ci siano degli scontri in cui il figlio che vuole mangiare due kg di zucchero filato e sei frittelle, davanti alla disciplina genitoriale urla “non mi vuoi bene”… si rompe l’illusione dell’amore incondizionato e il bimbo corre un rischio, quello di pensare “se non obbedisco alla mamma, la mamma non mi vuole bene”, ovvero un sillogismo caratterizzato da una sproporzione mostruosa tra causa ed effetto; sproporzione che, se non chiarita subito e completamente, può creare danni nel piccolo sia a breve che a lungo termine.

Il bambino avrà infatti appreso che l’amore di papà e mamma dipende dal suo comportamento, da quanto è bravo, da quanto valore ha.

Chiariamo, questo ‘malinteso’ non è detto che nasca per ‘colpa’ dei genitori…oddio…a pensarci bene mica si può dire che è colpa di un bimbino piccino…sì, siamo sinceri: è colpa dei genitori. Cosa puoi fare, genitore? Sintetizziamo: non dire mai “sei un cattivo bambino”, ma “ti sei comportato male, ma la mamma ti vuole bene lo stesso”.

E questo è un caso ‘sano’. Se invece prendiamo una mamma anaffettiva, ansiosa e perfezionista, il figlio penserà non solo che per essere amato deve essere perfetto, ma che l’ansia di sua mamma è colpa sua: si beccherà in una volta sola una condanna al perfezionismo ed un senso di colpa grosso come una casa e da grande continuerà inconsciamente ad obbedire a questo modello, soffrendo come una bestia.

Come se ne esce?

Primo: bisogna capire che c’è una confusione linguistico/emotiva: si chiama amore quello che è invece approvazione. Ne scaturiscono alcune leggi e regole da imparare a menadito:
  •          l’approvazione e l’amore sono due cose completamente diverse
  •          cercare l’approvazione degli altri non ci dà il loro amore, quindi possiamo piantarla lì
  •          la disapprovazione degli altri non ci butta nell’abbandono
  •          una persona che ci ama può disapprovarci (e qui bisogna farci una riflessione…pratica)
  •          una persona che ci odia può approvarci (e qui c’è qualcosa di strano)

Sia ben chiaro, l’approvazione è importante anche da adulti: ci puoi fare carriera in politica, avere successo  come cantante di liscio, farti affidare la cassa del condominio e scappare in Brasile…ma non è amore. L’approvazione è qualcosa di utile, l’amore è vitale.

L'amore è sempre incondizionato. Tutto il resto è approvazione (Rachel Naomi Remen - qui a sx).


Secondo: dobbiamo renderci conto che stiamo proiettando sugli altri i nostri genitori (diciamo…quello che abbiamo immagazzinato di loro) e dobbiamo capire che questa è una grandissima vaccata. Gli altri sono persone come me, non sono i miei genitori (a meno che uno non sia stato adottato e incontri casualmente i genitori naturali che lo disapprovano).

Vediamo qualche caratteristica di due persone (tranquilli, nessuno sta totalmente nella colonna 'sano').


Sano
Malato
Chi è
Sé stesso
Una marea di maschere (ego) che si adattano a quello che l’esterno – secondo lui – si aspetta
Cosa cerca
Amore, empatia, compartecipazione, connessione
Approvazione
(pensando di cercare l’amore)
Cosa fa
Quello che desidera
Quello che deve
Cosa dà
Amore, empatia, compartecipazione, connessione
Una caterva di roba strana, anche divertente, ma poco amore
Cosa prova
Gioia
Ansia, depressione, solitudine, rabbia, distanziamento, fobia sociale…andate avanti voi
Cosa ottiene
Amore
Approvazione (a volte)
Cosa sente quando fallisce
Senso di responsabilità, impara dagli errori, si scusa, ripara al danno
Senso di colpa totale, crolla, si sente isolato e terrorizzato

Da che parte vuoi stare?

mercoledì 17 ottobre 2012

Giudice interno, ovvero amore e approvazione

Dentro di noi c'è un giudice interno che dice come DEVO essere. A cosa mi serve essere in un certo modo?
Ad ottenere l'amore.
E' l'internalizzazione delle cose che ho appreso dai miei genitori quando ero piccolo e che ho capito erano NECESSARIE per avere il loro amore.

Cose come avere tanti amici, essere simpatico, essere bravo, non sbagliare, non litigare, ecc ecc., sono tutte doverizzazioni che, se trasgredite, mi gettano nello sconforto.

Perché?

Perché sto disobbedendo all'immagine mentale dei miei genitori che ho immagazzinato dentro di me e disobbedendo loro mi abbandoneranno.

Ma questo sillogismo "obbedisco quindi sono amato" oggi è falso. Mica io riceverò più amore perché faccio delle cose, se ricevo amore o no lo scopro nella realtà, dal rapporto che ho con le persone, mica dal rispettare le doverizzazioni. Al massimo riceverò più approvazione, che è proprio un'altra cosa.

Poi l'amore può arrivare o no, ma questo è un altro problema, almeno non mi costringo a comportamenti distorti e faticosissimi. Posso essere me stesso.